Il pescatore
di Manuela Michelizzi
D’estate, al mattino presto, l’aria è ancora fresca. Il sole, con il volto stropicciato di chi si è appena svegliato, diffonde la sua luce tenue, colorando di rosa il mare. Quante cose si scoprono al mattino presto, quando la terra dorme! Sembra di sbirciare inosservati tra i tanti segreti che il mondo nasconde. Il mistero è nell’occhio di chi guarda, di chi è pronto a lasciarsi meravigliare dalla bellezza della vita. Questo mi disse un giorno un pescatore.
Era una mattina d’estate, quando decisi di lasciare il mio comodo letto, per andare a fare una passeggiata sulla riva del mare. A quella ora, i pescatori ritornano dalla pesca mattutina, con le reti a volte mezze piene a volte mezze vuote. Un anziano pescatore, seduto sulla riva, fissava con nostalgia il mare, gettando di tanto in tanto un sasso nell’acqua. Era l’unico a non essere interessato alla quantità del pesce preso. Mi sedetti accanto e iniziai a fissare con lui l’orizzonte. Mi disse che non avrei visto la bellezza del cielo che incontra il mare, non avrei visto la bellezza del nascere del nuovo giorno, se non avessi aperto gli occhi dello spirito. Capii che il mare, per lui, aveva un significato speciale. Non gli chiesi niente e continuai a guardare l’orizzonte. Inaspettatamente, mi sussurrò: “La fonte della vita. Ecco cos’è il mare”. Prese un sasso dalla riva. Aveva una coloritura opaca, quasi spenta.
Ma quando lo immerse nell’acqua, divenne di una straordinaria bellezza. Il mare gli dava una lucentezza del tutto particolare.
Anche una pietra, apparentemente insignificante, era diventata, ai suoi occhi, vita che risplende.
L’anziano pescatore rivolse il suo sguardo verso di me, mi sembrava di conoscerlo. Non feci in tempo a chiedere il suo nome che già se ne era andato. Continuai la mia passeggiata sulla riva. Adesso, tutto aveva un aspetto sorprendentemente diverso. Il giorno dopo, ritornai sulla spiaggia, per vedere se l’anziano pescatore fosse di nuovo lì. Non c’era. Al suo posto, c’era un bambino che giocava a bagnare le pietre con l’acqua, disse che glielo aveva insegnato un pescatore.
a volte mezze vuote. Un anziano pescatore, seduto sulla riva, fissava con nostalgia il mare, gettando di tanto in tanto un sasso nell’acqua. Era l’unico a non essere interessato alla quantità del pesce preso. Mi sedetti accanto e iniziai a fissare con lui l’orizzonte. Mi disse che non avrei visto la bellezza del cielo che incontra il mare, non avrei visto la bellezza del nascere del nuovo giorno, se non avessi aperto gli occhi dello spirito. Capii che il mare, per lui, aveva un significato speciale. Non gli chiesi niente e continuai a guardare l’orizzonte. Inaspettatamente, mi sussurrò: “La fonte della vita. Ecco cos’è il mare”. Prese un sasso dalla riva. Aveva una coloritura opaca, quasi spenta. Ma quando lo immerse nell’acqua, divenne di una straordinaria bellezza. Il mare gli dava una lucentezza del tutto particolare.
Anche una pietra, apparentemente insignificante, era diventata, ai suoi occhi, vita che risplende.
L’anziano pescatore rivolse il suo sguardo verso di me, mi sembrava di conoscerlo. Non feci in tempo a chiedere il suo nome che già se ne era andato. Continuai la mia passeggiata sulla riva. Adesso, tutto aveva un aspetto sorprendentemente diverso. Il giorno dopo, ritornai sulla spiaggia, per vedere se l’anziano pescatore fosse di nuovo lì. Non c’era. Al suo posto, c’era un bambino che giocava a bagnare le pietre con l’acqua, disse che glielo aveva insegnato un pescatore. |
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