Esperienza universitaria
di Enza Iannopollo
Prima di partire la paura è quella di andare a vivere lontano, in una città diversa dalla tua, più grande della tua, lontano dalla tua famiglia, dai tuoi affetti sempre presenti in qualsiasi momento e per qualsiasi cosa piccola o grande, lontano dagli amici che conosci da una vita, andare a convivere con ragazze a volte mai viste prima. Ce la farò!?... l’unica cosa a cui pensi. Ma… parti, hai voglia di metterti alla prova, di confrontarti con una nuova realtà, di iniziare a vivere quella che è l’ “esperienza universitaria”. Tutto inizia ad essere diverso: il letto in cui dormi, il cuscino un po’ più alto, il sapore dell’acqua, gli odori nuovi di città, i rumori assordanti, le abitudini quotidiane,il modo di fare la spesa, i canti in Chiesa la domenica, ma… ci sei, sei lì e inizi ad essere parte di tutto ciò che ti circonda. È il tuo primo giorno di lezione: non più alle 8:00 di mattina la campanella, ma corsi dalle 13:00 alle 19:00, che strano! Ma, tutto ha un suo fascino. Uno sguardo veloce ai tuoi nuovi compagni…ma quali compagni, ormai colleghi! Rifletti su questa parola che ti suona così “da grande”. Inizia a parlare qualcuno, l’accento diverso ti sorprende, eppure, quando viaggiavi non era una cosa a cui pensavi subito; sono tanti e tutti diversi, impari così un po’ più di geografia italiana, si conoscono abitudini diverse. Parlando parlando scopri di avere di fronte ragazzi come te, con un vissuto molto simile al tuo, con le tue stesse gioie, paure ed aspettative, ti trovi bene, ti piace stare con loro, ti affezioni tanto e il tempo che passi con loro è sempre più lungo. Lezione dopo lezione arrivano i primi esami! Ti chiedi come sia un esame all’università, ancora non lo sai, ma sei cosciente che stai per fare un’ esperienza nuova. Dormi poco a causa dell’ansia, hai l’impressione di non ricordarti nulla, provi mentalmente a ripetere qualcosa. Speri tanto che vada bene, più che per te, per i tuoi genitori, perché vuoi davvero renderli felici, dopo tutto quello che fanno per te questo è uno dei modi più belli per ringraziarli… e poi la gioia dell’ esame superato attraversa tutta l’Italia per telefono. Ti chiamano le zie, i nonni, i cugini, tutti contenti quanto te, li senti tutti vicini, più di quanto non sia stando vicino a loro fisicamente. E non puoi non ringraziare Dio di tutto ciò che ti dà tramite le persone che ti vogliono già bene da tempo e quelle conosciute da poco che iniziano a volertene. Passano cosi alcuni mesi, senza accorgertene, e sei sempre di più in confidenza con questa nuova realtà. Ti senti pienamente partecipe di tutto, parte attiva. Inizi a dare anche informazioni ai turisti su strade, vie, sensi unici, autobus, come se la città fosse stata sempre tua. Tutto è favoloso! È la fine di giugno e ti viene in mente che qualche anno fa eri già al mare… rifletti su come anche il tempo delle tue vacanze si è ridotto e allora ti impegni di più affinché si possa trascorrerlo nel migliore dei modi, questa è la forza che guida gli esami del secondo semestre. Manca ormai poco e forse tutto si avvererà… Quando sorrido al bel ricordo di come ho trascorso questo anno, quando mi chiamano i colleghi per sapere come vanno le vacanze, quando ho tempo per leggere un bel libro sotto l’ombrellone, quando scrivo della mia esperienza con profonda soddisfazione, quando scorgo il sorriso fiero di mio padre e gli occhi emozionati di mia madre solo allora realizzo che il mio piccolo sogno si è avverato!
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