Gemellaggio, opportunità di comunione
di Cinzia Docile

Ho letto da qualche parte che “il primo pellegrinaggio è stato compiuto da Dio verso l’uomo”, verso la Sua creatura, così nobile all’origine e così fragile nell’evoluzione.

Partendo da questa certezza, mi piace definire l’esperienza che ha visto coinvolta una piccola, ma rappresentativa delegazione della parrocchia di Santa Maria dell’Arco in Siderno, accompagnata dal parroco don Massimo Nesci, il 12 e 13 Agosto u.s., non un viaggio verso un’altra comunità parrocchiale, quella di Castel San Giovanni, in Emilia Romagna, ma un pellegrinaggio verso una realtà di uomini e donne desiderosi di gemellarsi con noi, altrettanti uomini e donne, figli di un’unica terra, la nostra Italia, diversa, non divisa, per  tradizioni e tratti paesaggistici, unita dalla storia, dal senso dell’ospitalità e dell’accoglienza, dalla fede.

Quando le persone si incontrano e riescono a confrontarsi lealmente, con le proprie luci ed ombre, senza falsare la verità delle cose, come succede, a volte, quando intervengono i mezzi di comunicazione, è sempre positivo, poiché anticamera di una piena comunione e collaborazione.

Il confronto intavolatosi tra le due realtà parrocchiali, non è consistito, infatti,  nell’elencazione delle attività pastorali che durante l’anno si svolgono regolarmente nei propri ambiti, ma nel come, in quanto chiesa, si opera per evangelizzare nella società e nel mondo, nel come ci si pone davanti a situazioni di dolore, di corruzione e mafiosità. Tutto questo ha evidenziato la chiara volontà di poter operare uniti da una logica e in una logica di impegno e di servizio al di fuori delle mura della parrocchia e delle nostre chiese, dopotutto, Cristo non ci insegna, come in molti vorrebbero credere, a rimanere comodi nei nostri luoghi, ma ci sprona ad essere missionari nel quotidiano, a fronte alta, non da soli, ma insieme all’altro, così tutto diventa più sostenibile.

Questo anche il senso dell’omelia di don Massimo Nesci che ha presieduto, domenica 13 Agosto, la Celebrazione Eucaristica nella splendida Collegiata di Castel San Giovanni.

Egli, infatti, ha espresso chiaramente il significato, la bellezza e l’importanza dell’incontro tra realtà diverse che si completano l’un l’altro in un’ottica di sussidiarietà.

 L’esperienza vissuta, seppur breve, ha costituito un’     opportunità di comunione anche tra i membri della delegazione parrocchiale stessa coinvolta in questo primo passo verso il gemellaggio: due capi scout, una catechista, una rappresentante del Consiglio per gli affari economici ed io, referente per la pastorale giovanile e rappresentante dell’Azione Cattolica.

E’ proprio vero, la comunione, se è autentica, crea altra comunione, è contagiosa, così, passando dalla sintesi dei due giorni trascorsi a Castel San Giovanni, vorrei raccontare un piccolo episodio verificatosi alla stazione di Rosarno, prima della partenza, avvenuta con ben tre ore di ritardo.

E’ successo che con i due capi scout abbiamo ricordato un’esperienza vissuta nell’estate del 2004 insieme ad altri giovani della parrocchia di Santa Maria di Portosalvo e ad alcune suore alcantarine provenienti da Assisi. Su invito del nostro caro vescovo Mons. Giancarlo M. Bregantini, abbiamo percorso il sentiero dei Greci che porta al Santuario di San Nicodemo alla Limina, sentiero difficilissimo e impervio. Beh, nessuno di noi è rimasto indietro, ci siamo tesi la mano e abbiamo tagliato insieme il traguardo, meta di un percorso indicatoci dal nostro pastore. Mai senza l’Altro!

Questa è la Chiesa, il vero volto della Chiesa: comunione, carità, verità, giustizia e pace.

L’augurio è che ogni esperienza di incontro con l’altro, nella diversità e nella tipicità, possa contribuire a far crescere quella fratellanza che solo in Cristo ha il vero fondamento e di cui il mondo ha davvero bisogno

 



Foglio di vita comunitaria della Parrocchia "S. Maria dell'Arco" - Siderno (RC)