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PARROCCHIA SANTA MARIA DELL’ARCO
 SIDERNO (RC)

Prima scheda

Ottobre in Sinodo – capitolo I Lumen Gentium

Riflessione del gruppo sinodale parrocchiale sul tema della GRATUITA’

 

La riflessione sviluppata dal gruppo sinodale parrocchiale sul tema della gratuità, ha avuto come punto di partenza la seguente domanda: “Abbiamo o meno la chiara consapevolezza di che cosa significhi essere Chiesa? La nostra fede, le nostre “pratiche” sono legate maggiormente alla tradizione o sono espressione di una comprensione esperienziale della Chiesa quale “realtà umana e divina (LG 8) chiamata a comunicare agli uomini la salvezza nel suo pellegrinaggio verso la Gerusalemme celeste (LG 6)?”
Ovviamente sono domande che è necessario porsi dapprima a livello personale e poi comunitario, poiché, se concettualmente potrebbe essere scontato la spiegazione di cosa la Chiesa sia, a livello pratico ci accorgiamo che è quasi sempre inevitabile scontrarsi con la difficoltà a percepirsi dono e a vedere nell’altro, nostro fratello, un dono. Questo, in special modo, può accadere anche quando siamo motivati, a nostro dire, dalle migliori intenzioni.
Alcuni punti appaiono chiari: forse stentiamo a “mendicare” i doni che l’altro può offrirci, forse stentiamo a riconoscerli o più semplicemente non vogliamo riconoscerli. Ma non riconoscere nell’altro un dono, può, forse, voler dire non riconoscere in questi la presenza di Dio?
Tutto questo può voler significare che:

  • noi stessi non ci percepiamo come doni;
  • al contrario, ci percepiamo come qualcosa di più di un dono,  percezione che ci “autorizza” a decidere chi è chiesa e chi non lo è, cosa è chiesa e cosa non lo è.

Gesù era talmente colmo della volontà del Padre che la sua “schiavitù” non si dava pensiero alcuno riguardo alla sua importanza o alla ricompensa. L’amore è sempre gratuito: non ha altra finalità al di fuori di se stesso. È orientato verso l’altro, è votato all’abnegazione e al servizio.
La nostra capacità viene da Dio;
è lui che suscita in noi il volere e l’operare,
secondo i disegni della sua bontà.

(2 Cor 3,5; Fil 2,13)
A volte, vorremmo che la gratuità di Dio si fermasse a noi, non ci facciamo strumenti per veicolare questo amore e la nostra vita ecclesiale non può non risentire di tutto questo.
A questo proposito, appare oggi più che mai importantissima la formazione, non come possibilità di indottrinamento, ma come opportunità di essere plasmati alla luce della Parola di Dio, in modo da sviluppare sempre di più in noi l’attenzione alla persona, all’uomo, in tutte le dimensioni della vita.
Il discernimento è fondamentale perché le comunità parrocchiali non si chiudano in se stesse.
La vita dei santi può aiutarci nel nostro cammino, un cammino che deve ripartire dalla comunione con Dio e completarsi nella comunione con il fratello.
Come parrocchia, avvertiamo il bisogno di progettare e vivere sempre di più momenti comunitari,  come i ritiri spirituali nei tempi forti, i pellegrinaggi, oppure, semplici appuntamenti di condivisione fraterna. Il bisogno e la volontà di fare comunione è anche sentito dalle associazioni e dai movimenti come punto basilare per una maggiore crescita nella fede e per una testimonianza cristiana convincente. 
E’ bello e importante sentirsi Chiesa per mostrare al mondo il suo vero volto, attraverso la gratuità, il servizio e la comunione.